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Rinoplastica

Rinoplastica: la forma più armonica per il proprio naso

La rinoplastica, meglio nota come chirurgia di rimodellamento del naso, è uno degli interventi più gettonati al giorno d’oggi.

Si ricorre a quest’operazione chirurgica per variare la forma del naso, rimuovendo difetti come dorso incavato, gobba o gibbo, e modificarne la grandezza. Con la rinoplastica è possibile, inoltre, correggere l’ampiezza delle narici e l’angolo formato tra fronte e naso, o tra naso e labbro superiore. Detta operazione mira a rendere il volto più armonico e complessivamente gradevole, senza però alterarne la fisionomia generale.

Durata intervento: circa 1-2 ore
Anestesia: generale o locale con sedazione
Ricovero: day hospital o 1 notte di degenza
Recupero iniziale: 7-10 giorni per tornare a lavoro leggero
Risultato definitivo: visibile dopo circa 6-12 mesi
Durata risultati: permanente, ma soggetto all’invecchiamento naturale
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L’operazione al naso consente inoltre di intervenire su inestetismi conseguenti a traumi o incidenti, come pure problemi, ad esempio respiratori, esistenti sin dalla nascita come un setto nasale deviato.

Operazione chirurgica al naso: vari tipi di intervento

Si distinguono vari tipi di rinoplastica. Si parla di rinoplastica primaria quando l’intervento viene eseguito per la prima volta; l’operazione chirurgica finalizzata a correggere problemi determinati dalla prima rinoplastica, o che questa non è riuscita a risolvere, si definisce rinoplastica secondaria.

In base alla tecnica impiegata dal chirurgo, si distingue tra rinoplastica chiusa o aperta. La prima è destinata a nasi caratterizzati da lievi inestetismi, magari localizzati sulla punta, o che comunque non hanno una deviazione significativa della piramide nasale. Questa tecnica di intervento comporta incisioni interne al naso, le cui correzioni vengono effettuate attraverso le narici. Per stringere il naso alle volte è necessario praticare delle fratture alla base delle ossa nasali; se invece bisogna aumentare le dimensioni di alcune parti di esso, si usa una porzione di cartilagine prelevata dal setto nasale. Qualora si debba agire sulla punta del naso, si procede al rimodellamento delle cartilagini. Si tratta di un metodo particolarmente complesso, a cui ricorrono solo medici chirurghi molto esperti nell’ambito della rinoplastica.

La rinoplastica aperta interviene in presenza di inestetismi importanti, come la punta bulbosa, bifida, deviata, retratta o in caso di labiopalatoschisi. Questo tipo di intervento al naso comporta non solo le incisioni effettuate per la rinoplastica chiusa, ma anche l’incisione della columella (base della piramide nasale).

Narici particolarmente ampie possono essere rimpicciolite tramite incisioni longitudinali o trasversali alla base del naso. Il rimodellamento non distruttivo delle cartilagini, invece, riguarda solitamente la punta nasale e si effettua tramite fili di sutura.

La rinosettoplastica interviene sulle cartilagini e, se necessario, anche sulle ossa del naso. Questa operazione mira non solo a modificare l’aspetto del naso, ma anche a correggere un’eventuale malformazione del setto, migliorando sensibilmente la respirazione.

La rinoplastica può richiedere anestesia locale con sedazione (nel caso in cui l’intervento comporti piccole modifiche) o anestesia generale, se è necessario effettuare fratture ossee. Dopo una settimana dall’intervento di rimodellamento del naso viene tolto il gesso e il naso, che in un primo momento è gonfio, nel giro di alcuni giorni si sgonfierà, assumendo la forma decisa prima della rinoplastica.

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